Associazione di Promozione Sociale ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n° 383 - Membro dell'Unione Cremazionista Europea

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La Federazione Italiana per la Cremazione (F.I.C.) è “l’associazione delle associazioni”. Infatti essa riunisce le Società di Cremazione italiane che ne condividono gli obiettivi ed i principi etici e morali.

In tal senso, la Federazione è l'organizzazione di rappresentanza e di tutela, sul piano nazionale ed internazionale, delle associazioni italiane aventi scopi cremazionisti.

La forma giuridica della F.I.C. è quella di Associazione di Promozione Sociale, in linea con la storia e le prospettive delineate dal movimento cremazionista.

Infatti, queste associazioni vedono l’adesione di persone di provenienza sociale, culturale, religiosa e ideologica molto diversa.

Questa scelta, da parte di persone che hanno riferimenti culturali differenti, è un denominatore comune legato all’etica umanistica che esige il rispetto dell’altro.

Il pluralismo delle idee e delle fedi presente nel volontariato cremazionista è una scuola di tolleranza che svolge una funzione positiva e propositiva nella società civile.
Ecco perché la Federazione Italiana per la Cremazione promuove e sostiene le istanze più moderne di libertà e di rispetto dell’autonomia e dell’integrità della persona, quali:

· le Direttive Anticipate di Trattamento - Nella letteratura nazionale e internazionale, vengono per lo più indicate con l’espressione inglese living will, variamente tradotta con differenti espressioni quali: testamento biologico, testamento di vita, appunto direttive anticipate, volontà previe di trattamento ecc. Tali diverse denominazioni fanno riferimento ad un atto scritto con il quale una persona, dotata di piena capacità, esprime la sua volontà circa i trattamenti ai quali desidererebbe o non desidererebbe essere sottoposta nel caso in cui, nel decorso di una malattia o a causa di traumi improvvisi, non fosse più in grado di esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso informato. La Federazione Italiana per la Cremazione si batte affinché queste disposizioni abbiano un pieno riconoscimento sociale e giuridico.
· le Sale del Commiato ed il Rito del Commiato - Anche in Italia la scelta della cremazione, proprio grazie al volontariato cremazionista, si è progressivamente arricchita di una forte valenza simbolica e rituale. Credenti e non credenti auspicano che al momento dell’ultimo addio, il distacco dai loro cari sia accompagnato da gesti e parole che lo rendano meno doloroso. Per iniziativa di diverse So.Crem italiane, la comunità del dolore che nasce intorno al defunto si raccoglie in una Cerimonia del commiato in cui musica, brani di poesia e di altre letture, i cenni di addio, le parole degli amici, concorrono a formare un rito che è unico, rivolto direttamente ed esclusivamente alla persona alla quale si dice addio per sempre. Il nostro rito del Commiato, ha anche lo scopo di dare un senso alla morte, per aiutare coloro che sopravvivono a trovare un significato a questa loro triste esperienza e alla vita che continua, accompagnandoli nel difficile cammino della elaborazione del lutto. E questo rito deve svolgersi in luoghi adeguati. Per questo motivo la FIC ha ottenuto che nella legge 30 marzo 2001, n. 130, nella quale è stata pienamente legittimata l’idea cremazionista, fosse inserito l’obbligo di predisporre “sale attigue ai crematori per consentire il rispetto dei riti di commemorazione del defunto e un dignitoso commiato”.
· i Parchi della Memoria e la dispersione delle ceneri - Occorre fare in modo che le “dimore dei morti” non siano più luoghi di afflizione e di sconforto, ma siano ambienti dignitosi e sereni, ricchi di vita e di memoria. Ciò sarà possibile se questi luoghi, oggi sovente desolati e abbandonati, diventeranno anche spazi in cui sia consentito ai vivi di elaborare il lutto, con l’aiuto di un ambiente dotato di piante e piccoli corsi d’acqua in cui i quattro elementi: l’aria, la terra, l’acqua e il fuoco siano idealmente integrati nella poesia della dispersione delle ceneri.


* L’immagine è un particolare del dipinto "The Sense of Sight" (1895) di Annie Louise Swynnerton

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