Associazione di Promozione Sociale ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n° 383 - Membro dell'Unione Cremazionista Europea

.

Percy-Bysshe-Shelley
 
 
Nell'era moderna, la prima cremazione in Italia si verificò nel 1822 allorché fu cremata la salma del poeta inglese Percy Bysshe Shelley, annegato nel golfo di La Spezia. Il suo corpo fu bruciato nella spiaggia di Viareggio sopra una pira sparsa di balsami per volontà dell'amico Byron.
 
In quegli anni del primo Ottocento una schiera di pensatori, igienisti e politici promosse l'idea cremazionista, come l'olandese prof. Moleschott, insegnante di fisiologia all'Università di Roma e di Torino.
  
Il prof. Ferdinando Coletti (1819-1881), docente di farmacologia all'Università di Padova, patriota del Risorgimento, fondatore e direttore per 23 anni della "Gazzetta Medica Italiana" (Provincie Venete), lesse nella storica seduta dell'Accademia di Scienze, Lettere ed Arti di Padova (11 gennaio 1875) una "Memoria sulla incinerazione dei cadaveri".
  
Da questa riunione sortirono i primi apostoli delle riforma: il dott. Vincenzo Giro (che nel 1866 pubblicò le sue "Osservazioni sulla incinerazione dei cadaveri" nella "Gazzetta Medica Italiana"), il prof. Giovanni Du Jarden (che sul giornale genovese "La salute" del settembre 1867 sostenne il principio della cremazione dei cadaveri sotto l'aspetto igienico ed economico) e il patriota Salvatore Morelli.
  
A Parigi, nel 1867, durante il Congresso internazionale dei feriti in tempo di guerra il dott. Piero Castiglioni e l'on. dott. Agostino Bertani pronunciarono eloquenti discorsi sulla cremazione.
A Firenze nell'ottobre 1869 in occasione del 2· Congresso internazionale delle scienze mediche" i dott. Castiglioni e Coletti propugnarono nelle loro relazioni l'incinerazione come metodo sostitutivo della inumazione dei cadaveri.
   
In seguito a tali interventi il Congresso votò una mozione nella quale si chiedeva che "con tutti i mezzi possibili si provvedesse onde ottenere legalmente nell'interesse dell'igiene che l'incinerazione dei cadaveri fosse sostituita al sistema attuale di inumazione".
 
Tale voto si realizzò con la cremazione del rajah Maharaja di Kelapur (principe indiano morto a Firenze) nel dicembre 1870 su una pira di legna. Dopo circa 7 ore di fuoco il cadavere risultò incenerito ed i sacerdoti indiani dispersero al vento i residui della cremazione.
 
In quegli anni si ebbero innumerevoli scritti, discorsi, conferenze, memorie che interessarono Accademie e Governi, a favore del rito dell'incinerazione. Furono anche fatti esperimenti sul metodo di istruzione delle salme mediante gas illuminante (prof. Polli e Clericetti, 1872), mediante liquidi (prof. Gorini, 1872), mediante forno a riverbero (prof. Brunetti, 1873, che presentò urne cinerarie alla Esposizione Internazionale di Vienna).  
  
Il 23 gennaio 1874 morì il cav. Alberto Keller, ricco industriale di Milano, noto per le sue opere filantropiche. Nel testamento egli dispose che la sua salma venisse data alle fiamme. A tal fine nominava esecutore testamentario il prof. Polli e lasciava una somma notevole per studi sperimentali sulla cremazione. Pur non esistendo in Italia una legge che ammettesse la cremazione, il Polli, d'accordo con il Clericetti, fece costruire un tempio crematorio, reso possibile sia dalla generosità finanziaria della famiglia Keller, sia dalla cessione gratuita del terreno nel Cimitero monumentale da parte del Comune di Milano. Fu questo il primo tempio crematorio costruito in Italia e nel mondo. Venne inaugurato il 22 febbraio 1876 per cremare la salma di Keller.

 

 

Fic - Federazione Italiana per la Cremazione ©2012 | Privacy & Cookie Law
Sede : Corso Filippo Turati n° 11/C - 10128 Torino 
tel. 011 5812 306 fax 011 58 12390 P. IVA 97571610019 info@cremazione.it

.