Associazione di Promozione Sociale ai sensi della legge 7 dicembre 2000, n° 383 - Membro dell'Unione Cremazionista Europea

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targa Gaetano PiniLa lapide dedicata a Gaetano Pini che si può vedere in Via Orazio n. 3 a Milano

 

Alle origini della Federazione: 
la Lega delle Società per la cremazione

  

Agli inizi degli anni Ottanta dell'Ottocento il movimento cremazionista poteva contare su un diffuso associazionismo e, secondo la stima di Gaetano Pini, su circa seimila iscritti, dato di notevole importanza se ci si sofferma sul fatto che la prima cremazione in Italia era avvenuta solo pochi anni prima, nel 1875, a Milano.

La presenza di ben 24 Società per la cremazione, anche se concentrate solo nel Nord e Centro Italia, fece maturare la decisione di dare vita a una lega nazionale. Il congresso costitutivo si svolse a Modena nel settembre 1882, non a caso in stretta collaborazione con l'Associazione medica italiana, ulteriore conferma del ruolo svolto dalla classe medica per lo sviluppo dell'associazionismo cremazionista.

Al termine dei lavori, incentrati sul modo di coordinare gli sforzi per ottenere il pieno riconoscimento legislativo della cremazione, rafforzare la collaborazione tra le Socrem esistenti e promuovere la nascita di forme associative anche nell'Italia meridionale, venne approvato lo statuto, che sancì la nascita ufficiale della Lega delle Società per la cremazione.

Il congresso si chiuse con una vibrata protesta per la mancata cremazione di Giuseppe Garibaldi e la richiesta di una mobilitazione affinché le volontà dell'eroe dei due mondi fossero rispettate, con la consapevolezza che, come si legge in un documento del comitato centrale della Lega, avrebbe potuto esercitare influenza "grandissima sul movimento delle opinioni morali del popolo nostro".

 La costituzione della Lega, come ha sottolineato Fulvio Conti nella sua ricostruzione della storia della cremazione in Italia, rappresentò una tappa importante nella storia del movimento cremazionista italiano: ne decretò l'avvenuto consolidamento, favorì il coordinamento delle attività di pressione sui corpi legislativi e delle iniziative di propaganda presso l'opinione pubblica, pose le basi per l'ulteriore diramazione delle strutture associative che si verificò nel periodo immediatamente successivo.

Gli effetti di un maggior coordinamento, della creazione di  nuove Socrem affiliate alla Lega e soprattutto della costruzione di nuovi forni crematori, non tardarono a manifestarsi: a  soli quattro anni di distanza, infatti, in occasione del suo secondo Congresso a Firenze, il Comitato centrale poteva affermare con orgoglio che in Italia erano operanti 36 associazioni ed erano attivi 14 forni crematori.

 

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